L´avvento del fascismo è contrassegnato da una vasta azione che mira a distruggere tutti i movimenti di libero associazionismo ed alla loro progressiva integrazione (con le buone ma soprattutto con le cattive maniere) nel sistema fascista.
Il nuovo regime, prima di abrogare tutte le libertà individuali, toglie alle organizzazioni dei lavoratori le loro sedi politiche, sindacali e associative.
Il fascismo, nonostante si trovi di fronte ad una tenace resistenza, riesce a far chiudere o trasformare in “Case del Fascio” quasi tutte le sedi dell´associazionismo. Nel febbraio del 1921, lo citiamo come esempio, viene sgomberata dai Carabinieri con l´ausilio dell´artiglieria la sede della SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO di Scandicci. L´accusa di svolgere attività sovversive, la connivenza e l´intervento degli apparati dello Stato facilita l´espulsione dei lavoratori dalle sedi delle quali sono legittimi proprietari e porta, nel 1924 ad un Decreto Legge per lo scioglimento delle S.M.S. e di associazioni di questo tipo.
Il colpo decisivo con cui la gerarchia fascista riesce a troncare ogni resistenza viene portato nel 1926 con le Leggi Speciali e la costituzione dell´Opera Nazionale Dopolavoro, organo questo predisposto ad assorbire nella struttura fascista tutte le forme di associazionismo.
Autore: arcicremanoa
1848-1921 Dalle prime società di mutuo soccorso al fascismo
Nella seconda metà dell’800, a seguito delle profonde modificazioni economiche e sociali
conseguenti all´avvio dell´industrializzazione e alla formazione dello Stato unitario, si
sviluppa il movimento associativo delle classi lavoratrici. Nascono così le prime SOCIETÀ DI
MUTUO SOCCORSO e le SOCIETÀ OPERAIE DI MUTUO SOCCORSO con gli scopi principali dell
´assistenza, beneficenza e mutualità, ma ponendosi fin dal principio come punto di
riferimento per la nascente classe operaia . Da questo humus nascerà a Milano, proprio per
iniziativa delle S.O.M.S., la prima Camera del Lavoro.
Influenzate da ideali mazziniani, anarchici e socialisti, le S.M.S. perdono rapidamente la
apoliticità delle origini, anche se, in assenza di una linea politica comune, alcune si
dedicano esclusivamente alla beneficenza e al mutuo soccorso, mentre altre scelgono anche di
impegnarsi attivamente a fianco dei lavoratori nella loro battaglia contro lo sfruttamento.
Basandosi su principi quali la mutualità, la giustizia e la libertà, le S.M.S. diventano
soggetti essenziali per la creazione di luoghi di ritrovo, di cultura, di istruzione e di
formazione politica favorendo nel nascente proletariato la presa di coscienza della propria
condizione sia politica che sociale. Tra gli impegni più importanti e più diffusi fra le
S.M.S. sono da ricordare le campagne di istruzione e alfabetizzazione degli operai.
Un primo tentativo di coordinarsi a livello nazionale viene realizzato con scarsi risultati
nel 1899 con la costituzione della Federazione Italiana delle Società di Mutuo Soccorso. Nei
primi vent´anni del 1900 il movimento associativo si sviluppa e si diversifica con la
costituzione di CIRCOLI ricreativi, culturali e sportivi. Nascono in questo periodo, in
particolare nella Toscana, le CASE DEL POPOLO, nuove forme di sodalizio fra lavoratori che
riunificano i diversi ruoli svolti dalle S.M.S.; sedi destinate non solo all´organizzazione
politica, ma anche luoghi di ricreazione dove i lavoratori possano trascorrere le loro
domeniche e le ore libere dal lavoro.
Negli anni della Grande Guerra lo sviluppo dei movimenti associativi viene inevitabilmente
rallentato, tuttavia i CIRCOLI culturali, le CASE DEL POPOLO e le S.M.S. sono impegnati in
una campagna contro la guerra e nel contempo in tutte le sedi si promuovono aiuti ed
assistenza per i cittadini, per i soldati e per le loro famiglie.
