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CONGRESSO ARCI CREMA NUOVA 2018

17/03/2018

Oggi si apre la fase congressuale del nostro circolo che, passando attraverso il congresso territoriale e quello regionale, si concluderà con il congresso nazionale che si svolgerà dal 7 al 10 giugno. In questi 2 mesi tutti i circoli della nostra provincia hanno avviato questa fase dando vita ad un appuntamento che si ripete ogni 4 anni. Oggi tocca a noi.
il dibattito che seguirà alla presentazione di questa relazione verterà su diversi punti  declinati dal documento nazionale.
Senza attribuirvi alcun ordine di importanza, al primo punto si parla dell’antimafia e della lotta alla corruzione. Spesso il fenomeno mafioso nell’immaginario collettivo viene associato solo ai territori del sud Italia, ma forse non ci si rende conto che la mafia è ampiamente diffusa anche nei nostri territori in forme non sempre visibili che toccano soprattutto il mondo economico e il traffico di stupefacenti . La percezione della sua presenza è latente in quanto il periodo delle bombe e delle stragi è passato ed in mancanza di questi fatti altamente delittuosi si tende a dimenticare che la mafia è ancora fortemente operativa ed attuale. L’associazionismo può fare molto soprattutto nella gestione dei beni che vengono confiscati ai mafiosi creando una rete di vendita e commercializzazione dei prodotti  che derivano  ad esempio dalla coltivazione dei campi sequestrati. Un ruolo molto importante viene svolto dall’associazione “libera” che da anni si fa promotrice della lotta alla mafia e che è fortemente legata all’ARCI . Anche il nostro circolo in passato ha collaborato con “libera”e sta valutando di aderire ad essa ufficialmente.

Il secondo punto, forse quello più vicino e più caro al nostro circolo, tratta invece della PROMOZIONE DELLA CULTURA.
I dati ISTAT del 2016 in cui si afferma che più di 33 milioni di persone al di sopra dei 6 anni non ha letto un libro nella sua forma tradizionale, cioè di carta, nell’arco di un anno è quantomeno allarmante. Da alcuni anni il nostro circolo si è dotato di una biblioteca interna per i propri soci perché riteniamo che la conoscenza e la diffusione del sapere siano elementi centrali nella formazione dell’individuo. In un mondo ormai dominato dai computer e dagli smartphone , il libro ha assunto un ruolo secondario ed è per questo motivo che per riscoprire il fascino del libro stampato si devono incentivare tutte quelle proposte volte a valorizzarne la fruizione. Tempo fa il nostro circolo proponeva il “libro del mese” ai propri soci, iniziativa che riproporremo prossimamente.
Oltre alla lettura dei libri, il nostro circolo si è sempre distinto per la rivalutazione di settori come l’arte, la storia, la musica ecc. Le numerose gite, la partecipazione alle mostre più importanti, l’organizzazione di corsi a tema sono lì a testimoniarlo.
Promuovere la cultura partendo da piccole realtà come la nostra può incidere significativamente nei livelli superiori creando le condizioni per una svolta decisiva nelle politiche culturali oggi alquanto deprimenti. Svolta che trasformerebbe la cultura in una risorsa fondamentale per un paese come l’Italia che possiede il più grande patrimonio storico, artistico, archeologico mondiale.
Altro punto preso in esame dal documento nazionale è la DIFESA DEL TERRITORIO E DELL’ AMBIENTE. Sono le realtà locali come la nostra che hanno il compito di dare il buon esempio. In un momento storico caratterizzato da forti cambiamenti climatici e dai disastri che ne seguono, è l’azione dei singoli e delle piccole realtà associative che deve diffondere le tematiche legate alla difesa dell’ambiente. Nel nostro piccolo già da alcuni anni ci siamo dotati di un impianto fotovoltaico per il risparmio energetico. L’utilizzo delle fonti energetiche alternative dovrebbe essere centrale nell’agenda politica del legislatore. I costi per il ricorso a queste forme di energia sono ancora molto elevati e i benefici spesso si vedono dopo molti anni, ma non bisogna demordere capendo che solo attraverso il loro utilizzo si possono creare le condizioni per una vera e puntuale difesa dell’ambiente che ci circonda.
Da anni siamo attenti anche alla valorizzazione dell’enogastronomia che ci permette di tutelare e far conoscere le eccellenze del nostro territorio, confrontandole spesso con quelle dei territori vicini o lontani. Per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti possiamo dire che il nostro comune ha raggiunto livelli di eccellenza in Italia, grazie all’opera dei suoi cittadini. Diamo spesso spazio anche ad altre associazioni che si fondano sulla tutela di beni primari come l’acqua che è e deve restare un bene pubblico.
L’utilizzo di tutte queste buone pratiche dovrebbe portare il legislatore al loro riconoscimento attraverso agevolazioni  che ci permettano di abbattere i costi consentendoci così di contribuire ad una più efficace difesa dell’ambiente e del territorio.
L’impegno dell’ARCI si concretizza anche nella lotta alle diseguaglianze e alla povertà. Sin dal principio la nostra associazione, affondando le radici nel mutualismo di fine ottocento e nelle successive case del popolo, ha assunto un ruolo di primo piano nell’elaborazione di nuove forme organizzative che consentissero alle classi più disagiate di realizzare una protezione dei singoli contro la povertà e l’emarginazione. Solo attraverso una piena realizzazione di quel principio di eguaglianza formale che vieta ogni forma di discriminazione fondata sulla razza, la religione, la condizione sociale ecc.  e del principio di eguaglianza sostanziale che impegna lo Stato a rimuovere tutti quegli ostacoli che impediscano la piena realizzazione dell’individuo, sanciti dall’ articolo 3 della nostra costituzione, si potrà delineare una società in cui le differenze scompaiano definitivamente. In questa direzione deve volgersi l’azione di associazioni come la nostra. La strada è sicuramente impervia, ma attraverso la realizzazione di una rete solidale che coinvolga ogni singolo circolo si possono ottenere dei buoni risultati.
Un ruolo fondamentale svolto dall’arci si concretizza anche nel campo dell’immigrazione e dell’antirazzismo. Sin dalla comparsa dei primi eventi migratori negli anni ottanta e novanta, l’arci ha messo in campo tutte le energie delle persone che vi aderiscono tanto che oggi occupa una posizione di primo piano nelle principali organizzazioni nazionali ed internazionali che si occupano della gestione di questo fenomeno.
Naturale corollario delle politiche nazionali sui fenomeni migratori è sicuramente il lavoro svolto dall’Arci  per contrastare i rigurgiti di razzismo che si fanno sempre più frequenti. L’individuo umano è uno e non può essere distinto in razze tantomeno non sono assolutamente giustificabili discriminazioni basate su di esse.
Sul piano locale il nostro circolo collabora con un’associazione che ha come finalità l’alfabetizzazione informatica dei richiedenti asilo mettendo a disposizione i propri spazi e i propri computer. Inoltre lo scorso ottobre, insieme agli altri circoli di Crema abbiamo dato vita alla prima edizione  di “Portaverta” una festa incentrata sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione.  Con la riforma del terzo settore l’auspicio è che le associazioni di promozione sociale come la nostra siano dotate di strumenti più efficaci per la realizzazione di una vera accoglienza umana e fortemente solidale.
Altro tema molto importante è quello della laicità e dei diritti civili. Da anni ormai l’Arci  conduce  numerose battaglie per un pieno riconoscimento delle unioni civili e per un contrasto all’omofobia con il raggiungimento di buona parte dei propri obbiettivi.  Di particolare attualità è poi la campagna sul fine vita che ha portato all’approvazione della legge sul testamento biologico. Tutto ciò dimostra che il perno della nostra associazione sia quel principio di laicità che allontana ogni forma di condizionamento sia morale che religioso.
Fondamentale è poi il tema della memoria e dell’antifascismo. La nostra costituzione repubblicana si fonda proprio su di essi. Ricordare le politiche e gli orrori del fascismo e del nazionalsocialismo ci consente di tenere alta la guardia nei confronti di tutti quei gruppi che si ispirano ad essi e che si stanno diffondendo in maniera preoccupante. La memoria è di primaria importanza soprattutto per le generazioni dei più giovani affinchè siano consapevoli di quello che i nostri padri e i nostri nonni hanno dovuto affrontare e sopportare e perché si facciano promotori di tutti quei valori che ostacolino un ritorno di quelle atrocità. Recentemente abbiamo aderito all’appello nazionale promosso dall’ANPI chiamato “ Mai più fascismi”, raccogliendo le firme dei nostri soci all’interno del circolo.
L’identità dell’Arci passa poi attraverso i concetti di pace e disarmo. La piena attuazione dell’articolo 11 della nostra costituzione in cui si afferma che l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e come strumento di offesa alla libertà dei popoli, è ben lungi dall’essere completamente ottenuto. In questa direzione devono andare quindi tutti gli sforzi di ogni singolo circolo attraverso le raccolte di firme e di fondi sia per impedire che la pace venga compromessa sia per aiutare tutte quelle popolazioni martoriate dalle guerre che generano poi il fenomeno migratorio di massa. Anche in questo campo si può dire che l’Arci nazionale ha fatto e continua a fare molto tanto da essere diventato uno dei protagonisti  dell’annuale Marcia della pace da Assisi a Perugia.
Fortemente legato al tema della promozione della cultura vi è poi sicuramente il problema del sapere e della conoscenza. La forte accelerazione subita negli ultimi anni dall’innovazione tecnologica ha creato una forte discrepanza fra i giovani che sono stati in grado di cavalcarla e gli over 65 che si sono trovati spiazzati e si può dire emarginati. I nuovi linguaggi adottati e le nuove tecnologie hanno portato molti a rimanere indietro nel campo della conoscenza ed è proprio per contrastare questo problema che periodicamente nel nostro circolo vengono organizzati corsi di computer per principianti così da consentire anche a chi si affaccia per la prima volta in questo mondo di poter rimanere al passo coi tempi senza subirne conseguenze negative.

 

Tutti i punti qui affrontati costituiscono parte integrante del DNA della nostra associazione. Tutti, dal singolo circolo all’Arci nazionale, possiamo dare il nostro contributo determinante alla creazione di una società migliore che non conosca più differenze fra i singoli individui e che ponga in atto ogni forma di protezione dei più deboli e dei bisognosi. La singola azione che possiamo svolgere noi nel nostro piccolo deve intersecarsi  con quella di chi sta sopra di noi ai vari livelli per creare una rete di solidarietà, di rispetto, di protezione dell’essere umano tale da permettergli di realizzarsi nel pieno riconoscimento dei suoi diritti fondamentali. E’ questo il senso della nostra politica che deve superare ogni steccato ideologico avvalendosi dell’aiuto di tutti coloro che hanno voglia di fare e di mettere a disposizione di tutti le proprie peculiarità per creare un mondo più giusto e migliore.

Buon congresso a tutti !!!

 

 

 

CONGRESSO ARCI CREMA NUOVA 2018

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Cari soci/e

Come ogni 4 anni, la nostra associazione si appresta ad aprire la propria fase congressuale attraverso il congresso di circolo che costituirà la prima tappa di un processo culminante nel congresso nazionale in previsione dal 7 al 10 giugno.
Il nostro congresso di circolo che, assumerà la forma dell’assemblea ordinaria dei soci, è convocato, in prima seduta, sabato 17 marzo alle ore 7.00 ed in seconda seduta alle ore 17.00.

Ordine del giorno:

  • PRESENTAZIONE DELLA RELAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO SUI TEMI DEL DOCUMENTO NAZIONALE
  • DIBATTITO DEI SOCI SUI TEMI AFFRONTATI NELLA RELAZIONE
  • NOMINA DEI DELEGATI DI CIRCOLO AL CONGRESSO TERRITORIALE
  • VARIE ED EVENTUALI

 

Al termine del congresso il circolo offrirà un rinfresco a tutti i partecipanti.

 

VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA “DENTRO CARAVAGGIO” 08 OTTOBRE

HotelSempione_Milano_DentroCaravaggio

CIRCOLO ARCI CREMA NUOVA

DOMENICA 08 OTTOBRE

VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA “DENTRO CARAVAGGIO” A PALAZZO REALE A MILANO

COSTO 35 €

PROGRAMMA:

ORE 08.15: PARTENZA DAL CIRCOLO
ORE 10.10: INGRESSO PRIMO GRUPPO
ORE 10.30: INGRESSO SECONDO GRUPPO
ORE 12.30: PARTENZA PER RIENTRO A CREMA

IL COSTO TOTALE COMPRENDE IL BIGLIETTO D’INGRESSO, LA GUIDA E IL PULLMAN

IL COSTO TOTALE DI 35€ DEVE ESSERE VERSATO AD ALBERTO ENTRO E NON OLTRE DOMENICA 1 OTTOBRE

MOSTRA DEL GUERCINO A PIACENZA 20/05/2017

Di modesta famiglia, Giovanni Francesco prese il nome di Guercino a causa di uno strabismo congenito. Avendo mostrato sin da bambino una particolare talento per il disegno, fu mandato dal padre a imparare il mestiere a Bastia e poi a Bologna, dove poté studiare le opere dei Carracci. La sua prima maniera tradisce un naturalismo libero da accademismi e caratterizzato da una forte impronta luministica (quella che diverrà poi la famosa ‘macchia guercinesca’).
Dal 1612 gli vengono affidate le prime commissioni importanti: grazie alla consulenza di Ludovico Carracci, l’arcivescovo Alessandro Ludovisi (il futuro papa Gregorio XV) acquista alcune sue opere e Guercino decide di fondare una propria scuola di pittura a Cento (1617).
Nel 1618 è a Venezia e può ammirare le opere di Tiziano e Jacopo Bassano, dal cui colorismo trae ispirazione per la “Vestizione di san Guglielmo d’Aquitania” (Pinacoteca Nazionale di Bologna) e il “San Francesco in estasi con san Benedetto e un angelo” (Louvre), entrambi del 1620.
Dal 1621 al 1623 è a Roma, dove realizza le decorazioni del Casino Ludovisi (l’Aurora e la Fama) e la grande pala della Sepoltura di santa Petronilla (7 x 4 m) per San Pietro (ora ai Musei Capitolini).
Alla morte di papa Gregorio XV lascia Roma e torna a Cento. A Piacenza completa gli affreschi della cupola del Duomo (1626), lasciati incompiuti dal Morazzone, e dipinge il Cristo che appare alla Madonna (1628), che segna l’inizio di una nuova stagione del classicismo barocco.
Alla morte di Guido Reni, non dovendone più temere la competizione, si trasferisce da Cento a Bologna (1642), dove dipinge “La visione di San Bruno” (1647) e il San Giovanni Battista che predica (1654).
Ripresosi da un infarto nel 1661, morirà cinque anni più tardi (1666).

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